La mia più grande fantasia sessuale è farmi in tutti i modi una mia collega in un accampamento campestre; ho lottato con le unghie e con i denti ma alla fine ci sono riuscito: immaginate che soddisfazione! Appena entrai il primo giorno di lavoro, la notai e mi stuzzicò molto l'appetito tanto da farmi diventare l'uccello duro e bagnato. Lei non era bella e neanche abbondante ma mi spirava fantasie indescrivibili. Era piccola, minutina, senza neanche un minimo di tette ma a me è sempre piacuta. Era fidanzata come me felicemente ma a conoscerla meglio capivo che anche a lei sarebbe piaciuta una scappatella. L'occasione arrivò quando per un colpo di testa acquistai un'auto fuoristrada, non appena arrivai in ufficio mi fece i complimenti ed io per tutta risposta le proposi di andare a fare un giro dopo il lavoro . Lei accettò di buon grado e mi disse anche che voleva andare sulle colline vicine e fermarsi in un posto inaccessibile a tutti ; non era nuova a questo tipo di allusioni: mi avevano accuratamente raccontato di una sua serata con le amiche in discoteca , quando tastava sotto gli uomini prima di conoscerli! Andammo a fare un po' di fuoristrada e alla fine di lungo giro ci
fermammo in cima ad un colle che sovrasta il paese della campagna toscana. Spensi la macchina e scendemmo per ammirare il panorama. Dopo qualche discorso di preambolo mi si avvicinò con quella sua aria bambinesca e mi disse: 'Mi dai un bacino? Voglio un bacino da te!!!'. Era un'abitudine ma quella volta fu differente. Io mi avvicinai per darli il solito bacio sulla guancia, ma lei per tutta risposta mi mise una stupenda lingua calda, lunga in fondo alla gola; mi stupì per la prima volta ma non fù l'unica... aveva in serbo altri bei regali. Dopo qualche minuto che ci slinguavamo con un certo impeto avevo l'uccello che non riusciva a restare nei pantaloni, ma di lì a breve sentii una fredda manina che mi entrava nei pantaloni, dopo aver abbassato la cerniera, lo afferrò con una decisione che sembrava che lo volesse staccare. 'Hai proprio un bella trave tra le gambe ma sei sicuro che la mia fichetta lo terrà tutto?' Dava già per scontato che lo voleva prendere nella fica ma le mie intenzioni erano altre e molto piu' elaborate; ci spogliammo con una tale velocità che non mi accorsi dove erano andati i nostri abiti, rimasi con i mei boxer che non servivano più a nulla perché la mia cappella usciva da sotto. Lei rimase con un piccolissimo perizona e quelle piccole tette che insieme a quel culo così perfetto, tale che mi sentivo di essere tanto vicino a venire e mi chiedevo se fossi riuscito a chiavarla senza venire subito! 'Oh Dio dal vivo è ancora più grosso di quello che avevo sentito non resisto', e con un movimento deciso lo inghiottì quasi tutto massaggiandolo con la mano; usava molta saliva tanto che in pochi secondi avevo le palle fradige, lei era in ginocchio davanti a me e con quelle piccole mani se lo aggiustava in bocca; mi sentivo montare un fiume inarrestabile di sborra calda, gli venni in bocca e lei inghiottì tutto ma alle volte gli schizzavo tanto in profondità da strozzarla quasi. Finito di schizzare me lo morse in maniera decisa strizzandomelo per far uscire anche l'ultima goccia di sperma che avevo nell'uccello, poi anzando la testa mi disse: 'Era veramente buono così caldo, così dolce e così tanto'... Dopo si alzò e mi disse: 'Sei un egoista a me nulla!!!'. Non me lo feci ripetere! La presi di forza mettendola seduta sul sedile lato guida e cominciai a masturbarla leccandoli la fichetta che era quansi del tutto glabra, era gia' tutta bagnata, aveva un clitotide bagnatissimo, piccolo ma bellino una stupenda miniatura di fica, infilai in quel buchetto...
... due delle mia dita mentre lei reclamava la mia bocca su quelle tettine, la accontentai ma avevo un certo timore, quasi di farle male ma lei mi disse: 'Succhia di più! Lo vedi che non sono ancora dure? E quelle dita infilale piu' sotto!'. La accontentai e il mio uccello era già pronto per un'altra chiavata. Si girò mettendosi a pecora appoggiata al sedile, il suo buchetto di culo era lì aperto ma non sapevo se potevo così la chiavai tutta, andavo lentamente per entrare, non avevo trovato mai una fica così stretta neanche ad una vergine; ad ogni pompata sentivo le pareti della sua vagina che aderivano al mio uccello, la cosa mi faceva andare via il lume dagli occhi. Lei gemeva in una maniera che assomigliava veramente ad una gatta, ogni tanto mi diceva: 'Non ho mai avuto un uccello come il tuo! E' la più bella scopata della mia vita!!!' Mi sentivo che ero pronto ad un'altra schizzata ma non sapevo se lo potevo fare allora uscii e con l'uccello tutto bagnato lubrificavo il buchetto del culo. Mi disse: 'Non basta dagli una bella leccataaa'. E' la cosa he mi piace di più in assoluto e mi misi subito a lavoro pennelllandolo scrupolosamente e cominciando a prenetrarla con la punta della lingua; lei si girava a guardarmi mentre operavo con un'aria da maiala. Ad un certo punto dopo aver aperto il varco con un dito presi l'arnese che nel frattenpo era cresciuto ancora e glielo cominciai ad appoggiare sul buco del culo, premevo sempre di più, sentivo che lei gemeva, era sicuramente vergine dal culo ma proprio per questo mi eccitava, non riuscivo ad entrare allora le dissi: 'Leccamelo altrimenti non entra è troppo asciutto'. Con un movimento tanto rapido quanto avido me lo prese in bocca inondandolo di saliva, si rigirò e io ricominciai a premere per entrare, non riuscivo ma con un deciso colpo di reni sentii sfondarsi qualcosa e mi ritrovai dentro, lei tiro un urlo trattenuto misto di dolore e libidine , cominciai a pompare , anche io il mio uccello si stava spellando da quanto era stretto, lei gemeva sempre piu' forte, quando si girò e mi disse 'Mi hai sfondato, almeno non riempirmi il culo!!!' A quelle parole sentivo che stavo per irrompere con uno schizzo portentoso, allora uscii da quel culetto meravglioso e lo ficcai di nuovo in quella fichetta stretta, stavo per venire ma non so se potevo quindi uscii anche da quel buco la feci girare e arrivai a schizzare sul suo seno quanto la sua lingua mi ripassava la cappella; schizzai su tutto il suo corpo, inondai quelle tettine, il pube, ero veramente un animale impazzito. Finito tutto quel temporale mi accorsi che lei, che stava leccando quel brodo caldo, aveva il culo e la fica in fiamme ma mi confidò che era stata la scopata più bella della sua vita e che gli orgasmi che aveva avuto non riusciva a contarli. Da quel giorno abbiamo continuato a vederci ma tutto è rimasto come era prima perché amiamo i nostri patner. Dal mio punto di vista non ho mai trovato una donna con una fica e un culo così stretto...
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